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Le manovre della Manovra, ecco il testo e le parole di Meloni e Giorgetti

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La presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno presentato al tavolo del consiglio dei ministri una manovra che rimanda i progetti di riforma a tempi migliori, eccezion fatta per l’avvio della nuova Irpef, e guarda soprattutto ai redditi medio-bassi.

Ecco tutti i dettagli sulla manovra, punto per punto, riassunti dal blog di Startmag

ESTRATTO DA STARTMAG

IL TESTO INTEGRALE DEL DL MANOVRA. LA BOZZA

MANOVRA: 10 MILIARDI ALLA DECONTRIBUZIONE, 3,5 ALLA RIDUZIONE DELLO SCALONE, 3 MILIARDI ALLA SANITÀ

Del resto, non è un momento florido e bisogna essere “seri, prudenti e responsabili”, ha detto la Premier in conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri. “Per macro-cifre – ha detto il ministro dell’Economia Giorgetti – sono 10 miliardi la decontribuzione, 3,5 miliardi la riduzione dello scalone, 3 miliardi e rotti sulla sanità, 5 miliardi per i contratti del pubblico impiego e altre cosette di minore entità, come l’Ucraina e le missioni nel mondo dei nostri soldati che costano 1,2 miliardi ogni anno. Sono confermati i fringe benefit e premi produttività”.

REDDITI MEDIO-BASSI: BUSTE PAGA PIÙ PESANTI

La manovra attribuisce circa 10 miliardi al rinnovo nel 2024 del taglio del cuneo fiscale-contributivo (7% per i redditi fino a 25 mila euro, 6% per i redditi fino a 35 mila euro) iniziato già dallo scorso luglio. A questa misura si aggiunge la riforma delle aliquote Irpef con l’accorpamento delle prime due fasce (0-15mila al 23% e 15-28mila al 23%) al 23% per tutti i redditi fino a 28mila euro l’anno. La misura è finanziata con 4,3 miliardi. L’effetto per le buste paga di circa 14 milioni di lavoratori dipendenti non sarà di poco conto: la contemporanea applicazione della riduzione del cuneo contributivo e della nuova aliquota Irpef produrranno un aumento di 1.298 euro annui (per i redditi fino a 27.500 euro lordi annui).

MANOVRA: I CONTRIBUTI PER LE LAVORATRICI MADRI CON DUE O TRE FIGLI

“Prevediamo che le madri con due figli o più non paghino i contributi a carico del lavoratore – ha detto Meloni al termine della riunione del consiglio dei ministri -. La quota del lavoratore per le madri con due o tre figli la paga lo Stato. L’idea è che “una donna che mette al mondo almeno due figli ha già offerto un importante contributo alla società e quindi lo Stato in parte compensa pagando i contributi previdenziali. Vogliamo smontare la narrativa per cui la natalità è un disincentivo al lavoro. Vogliamo incentivare chi mette al mondo dei figli e ha voglia di lavorare”.

INCENTIVI ALL’ASSUNZIONE DI DONNE, DISABILI E UNDER 30

Ma non solo. La manovra prova ad invogliare le imprese ad assumere mamme attraverso una “superdeduzione” del 130%. “Introduciamo per le imprese una superdeduzione sul costo del lavoro per chi assume a tempo indeterminato pari al 120% per tutte le assunzioni arriva fino al 130% per chi assume mamme, under 30, percettori di RdC e persone con invalidità – ha detto la Premier -. Il principio che applichiamo è: più è alta l’incidenza di dipendenti che si hanno in rapporto al fatturato, meno tasse si devono allo Stato”. Questa misura, che non vale meno di 1,3 miliardi di euro, va sommarsi alla decontribuzione per chi assume nel Mezzogiorno nelle zone economiche speciali, come previsto nel decreto Sud.

MANOVRA: RINVIATA LA PLASTIC E SUGAR TAX AL 1° LUGLIO 2024

Inoltre, la manovra rinvia al 1° luglio 2024 l’entrata in vigore della plastic e sugar tax e viene introdotto un credito di imposta per coloro che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno. La manovra ha introdotto anche un piano che riforma la gestione delle garanzie pubbliche e che ha l’obiettivo di indirizzare lo strumento su investimenti anche sociali che garantiscano un alto valore aggiunto come quelli nelle infrastrutture strategiche e per la transizione tecnologica, verde e digitale delle imprese.

IL PUBBLICO IMPIEGO: 2 MILIARDI ALLA SANITÀ MA PRIORITÀ È IL COMPARTO SICUREZZA

La manovra guarda con attenzione anche ai contratti del pubblico impiego. “Per il tema degli aumenti contrattuali del pubblico impiego ci sono oltre 7 miliardi di euro a disposizione per gli aumenti contrattuali – ha spiegato Meloni -. Oltre 2 miliardi riguardano il tema della sanità, 5 miliardi per i rimanenti settori. Ma voglio dire con chiarezza che concordiamo che la priorità di quest’anno è il rinnovo del comparto sicurezza.

PENSIONI: IN MANOVRA RIVALUTAZIONE IN CHIAVE ANTI-INFLAZIONE

A soffrire per le fiammate inflazionistiche sono stati i redditi più bassi e le pensioni meno generose. Grazie anche alla riforma delle aliquote Irpef i pensionati potranno avere benefici fino a 1.279 euro annui (reddito da pensione intorno a 28 mila euro), contro gli effetti dell’inflazione.

“Sulla rivalutazione delle pensioni in rapporto al dato inflazionistico rivalutiamo al 100% le pensioni fino a quattro volte il minimo, al 90% quelle da quattro a cinque volte e poi a scendere man mano che aumenta l’importo. Viene confermata la super rivalutazione delle pensioni minime per gli over 75 – ha spiegato la presidente del Consiglio -. Sempre sulle pensioni interveniamo su alcune situazioni di squilibrio e abbiamo cominciato a dare un segnale sulle pensioni di cui non si è mai occupato nessuno” ha spiegato.

Il Governo ha eliminato il vincolo che prevede che chi è nel contributivo può andare in pensione con l’età prevista “solo se l’importo della sua pensione è pari e non inferiore a 1,5 volte la pensione sociale”.

MANOVRA: GLI INTERVENTI SU APE E OPZIONE DONNA

La manovra interviene anche su Ape sociale e Opzione donna, riuniti in un unico fondo di flessibilità in uscita. Per quanto riguarda l’Ape, la manovra porta a 36 anni il requisito contributivo per gli uomini e ha introdotto requisiti diversi per le donne. Resta Quota 104 con alcune specifiche che tengono conto della necessità di valorizzare chi vuole rimanere a lavoro (quali il Bonus Maroni).

FLAT TAX: PAROLA D’ORDINE “GRADUALITÀ”

Sin dall’inizio della legislatura, Meloni ha sempre parlato di gradualità nell’introduzione delle riforme, a partire dalle più invasive, come quella della Flat Tax. “È iniziato – ha detto – un lavoro importante lo scorso anno con un aumento dell’importo per tassa piatta al 15% per i lavoratori autonomi: viene confermata questa misura, e prorogata per altri 3 anni una norma che considero molto importante che è l’indennità straordinaria di continuità, una sorta di cassa integrazione anche per i lavoratori autonomi. Viene anche ampliato il reddito per usufruire di questo ammortizzatore sociale. Inoltre, per la prima volta quest’anno gli autonomi non dovranno pagare l’anticipo irpef a novembre ma rateizzarlo in 5 rate da gennaio a giugno”, ha spiegato.

MULTINAZIONALI: DA GENNAIO PARTE LA GLOBAL MINIMUM TAX

Dal 1° gennaio 2024 viene introdotta la global minimum tax al 15% per i gruppi multinazionali con fatturato annuo superiore a 750 milioni. La norma recepisce la direttiva europea in materia e segue l’approccio comune, condiviso a livello G20 e Ocse, per ridurre le distorsioni dovute ai differenti livelli di tassazione nei Paesi.

MINISTERI: I TAGLI AI PROGETTI

La manovra ha previsto anche dei tagli. È stato chiesto “un sacrificio a tutti i ministeri, che hanno dovuto rinunciare a diversi progetti e idee – ha detto il ministro Giorgetti – e si è attuata una spending review significativa, dell’ordine del 5% su tutte le spese discrezionali, eccetto il comparto regioni ed enti locali”.

NELLA MANOVRA C’È POSTO PER IL PONTE SULLO STRETTO

Quelli che non è stato tagliato è lo stanziamento per il Ponte sullo Stretto di Messina. “Smentendo settimane di chiacchiere c’è la copertura necessaria per il collegamento stabile tra Sicilia, Italia ed Europa”, detto il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini durante la conferenza stampa relativa all’approvazione della legge di Bilancio.

IL TESTO INTEGRALE DEL DL MANOVRA. LA BOZZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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