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Fineco, Unicredit e Intesa sono banche sicure? Quello che non ti raccontano sui rischi del sistema bancario zombie.

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Ma è veramente solido il sistema bancario Europeo?  Quali sono i parametri che ci possono dare una risposta?  E sopratutto questi parametri ci lasceranno dormire tranquilli?

E’ necessario dare una risposta chiara a questi interrogativi dato che chi dovrebbe informare, giornali e telefinzioni, hanno paura di scatenare il fuggi fuggi e quindi nascondo la verità.  Cercano di barcamenarsi in costanti e ripetuti voltagabbana perché le persone non devono sapere cosa sta per scatenarsi sul sistema bancario italiana ed europeo. 

Altrimenti verrebbero a conoscenza del più grande schema Ponzi della storia di tutti i tempi, la creazione di denaro a riserva frazionaria.

Fai attenzione!!! Se pensi che questo tema non abbia nulla a che fare con le crisi bancarie presenti, passate e future sappi che ti sbagli e cercherò di fartelo comprendere a breve.

Ora, dato che la crisi bancaria che ha colpito gli istituti statunitensi, volenti o nolenti, entrerà in Europa nelle prossime settimane o forse mesi, dato che la Bce sta seguendo la Fed nell’innalzamento repentino dei tassi di interesse che si riflettono anche sui bilanci delle banche, è importante chiedersi se anche alcune banche nostrane riusciranno a sostenere lo tzunami finanziario che insieme al sistema bancario mondiale si accinge ad affrontare. 

Eviterò di ripeterti i motivi che ci hanno portato a questa situazione e proviamo ad entrare nel merito della questione che più ci interessa: fino a che punto sono “sicure” istituti bancari con alti parametri di solidità patrimoniale.

Le recenti crisi bancarie americane ci segnalano una criticità mica da poco. Il mondo è cambiato e le fughe agli sportelli non hanno più le stesse caratteristiche del passato. Ci troviamo in un momento storico in cui grandi quantità di denaro possono essere prelevati e spostati verso lidi considerati “più sicuri” in meno di 24/48 ore. 

Quindi il parametro di riferimento che si va a guardare nei bilanci delle banche in questi casi è un coefficiente che ci indica quanto è elevata la liquidità a disposizione della banche prontamente liquidabile per far fronte al fabbisogno e necessità estreme della banca stessa. 

Seguimi bene perché poi una volta analizzato questo indice dobbiamo aggiungere un paio di cosucce che devi tenere bene a mente.

Forse avrai già sentito parlare di Liquidity Coverage ratio (LCR). Si tratta di un coefficiente che ci indica quanto è elevata la liquidità che ha una banca e che possibile liquidare velocemente in caso di necessità estrema per affrontare una crisi di liquidità di 30 giorni. 

Per questo coefficiente dall’Europa si richiede un minimo sindacale del 100%. Considera che Credit Suisse aveva un LCR del 144% nel 2022 e del 150% a marzo 2023 prima della corsa agli sportelli e del salvataggio da parte di UBS.

Proteggiti dai rischi e cogli le opportunità di questo particolare momento storico entrando a far parte della nuova membership di Alta Frequenza. Puoi fare domande direttamente al Dottor Carrino Francesco che gestisce sia le chat telegram con risposte immediate e sia le dirette video mensili. Parliamo di Soldi, Banche, Oro, Risparmi, Crypto e Bitcoin, cbdc, Pianificazione fiscale, Posizione debitorie e Piani B!!!

Ebbene Fineco Bank risulta essere la banca con il più alto livello di LCR pari al 787% al 31 dicembre del 2022. A fine del primo trimestre 2023 era ancora più elevato Mica male vero? Questo ci garantisce il fatto che Fineco Bank non possa fallire? Ci arrivano con calma.

Unicredit invece presenta un liquidity coverage ratio più basso pari al 177% mentre per Intesa San Paolo è pari al 185% (dati disponibilità sui risultati consolidati al 31 dicembre 2022)

Un altro indicatore che misura la capacità della banca di resistere a eventuali crisi di liquidità, ma in un orizzonte temporale più ampio, ovvero 12 mesi, è il Net Stable Funding Ratio. Anche in questo caso per l’Europa il coefficiente minimo richiesto è del 100%

Anche in questo caso Fineco Bank ha il risultato migliore pari al 325% mentre Unicredit e Intesa sono sotto il 150%

Ma facciamo un pò di numeri e non percentuali. Le attività liquide alla fine di dicembre 2022 di Intesa San Paolo erano pari a 298 miliardi di euro e la liquidità prontamente disponibile (non in percentuali ma in €) era pari a 178 miliardi di euro ampiamente sopra alla soglia minima richiesta dai requisiti di liquidità dettati da Basilea 3, il Liquidity coverage ratio e il net stable funding ratio appunto.

Quindi, a conti fatti va tutto alla grande! Questo è quello che ci dicono i numeri per lo meno. Ora però passiamo a quello che i numeri e sopratutto il sistema bancario non vuole che tu sappia.

Avrai sentito qualcuno esprime una pensiero del tipo: “il sistema bancario si regge sulla fiducia degli investitori, clienti e correntisti” e nel momento in cui questa viene meno si innesca un circolo vizioso che porta al default.
Questa affermazione è vera, ma ci manca una metà che diventa fondamentale.

Se si scatena una corsa agli sportelli non c’è parametro di solidità che tenga. Fineco Bank dopo il crollo di Credit Suisse ha risentito particolarmente sui mercati azionari e le sue azioni hanno subito una caduta del 25% nel giro di una settimana pur essendo una banca con dati solidi. Non solo per quelli fin qui illustrati ma anche per altri. Infatti alcuni giorni dopo la fusione tra Credit Suisse e Ubs è saltato fuori che Fineco Bank detiene il 34% di obbligazioni AT1. Le famose obbligazioni azzerate dalla banca centrale svizzera sul caso Credit Suisse e che tutte le banche europee stanno cercando di limitare dopo quanto accaduto. 

Ebbene, detto questo torniamo alla corsa agli sportelli, l’evento che fa sciogliere qualsiasi parametro di solidità bancaria come neve al sole in meno di 24/48 ore.

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Quando si parla di soldi il panico si propaga alla velocità della luce e nel caso in cui iniziano a girare “voci di corridoio” negative su un determinato istituto di credito queste possono diventare nel giro di poco la scintilla che fa scattare una crisi irreversibile. 

Con pochi click milioni di dollari o euro possono far saltare il banco alla banca.. Stando ai calcoli della FDCI (Federal Deposit Insurance Corporation autorità americana che esamina e controlla le banche per la sicurezza, solidità e tutela dei consumatori) i clienti della SVB hanno prelevato qualcosa come 40 miliardi di dollari in poche ore. Un quindi del totale dei depositi presso la banca. 

Ora veniamo al punto finale e più importate da conoscere. Oltretutto abbastanza affascinante. Entriamo nel campo dell’alchimia finanziaria.

All’inizio dell’articolo ti ho detto che viviamo nel “più grande schema Ponzi della storia di tutti i tempi, la creazione di denaro a riserva frazionaria.”

Ebbene devi sapere che, per spiegarla semplice, la riserva frazionaria è un sistema in cui le banche sono tenute a mantenere solo una frazione dei depositi dei clienti come riserve di liquidità e possono utilizzare il resto dei fondi per fare prestiti e investimenti.

Quindi le banche, che usano i tuoi soldi per portare avanti le loro attività, mettono da parte in salvadanaio solo una piccola parte dei depositi dei clienti. Quindi se una grande quantità di clienti della banca inizia a ritirare i propri depositi contemporaneamente, la banca può non avere abbastanza riserve di liquidità per soddisfare tutte le richiede di prelievo. Ed in questo caso che la banca è costretta quando si trova in queste situazioni a vendere investimenti o chiedere prestiti per coprire i prelievi. 

Solo il modello bancario a riserva piena può garantire la tenuta di una banca. Non uno a riserva frazionaria. Questo modello è spesso stato illustrato da economisti della scuola austriaca e dal pensiero libertario ma gli amanti dell’alchimia, comunisti, socialisti o liberali che siano, sembrano non essere d’accordo. I motivi sono noti.

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