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3 Banche dimostrano di non avere un’adeguata solidità patrimoniale, secondo gli ultimi Stress Test della Associazione Bancaria Europea.

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di Francesco Carrino

Gli stress test bancari sono divenuti una pratica consolidata in Europa e negli Stati Uniti dopo la crisi finanziaria globale del 2008, in cui i contribuenti sono stati portati dagli Stati a salvare ti tasca propria gli istituti di credito che rischiavano il fallimento. Ora questi test sono parte integrante della normale supervisione e monitoraggio sulla solidità patrimoniale delle banche, da parte dell’EBA, al fine di garantire il superamento di eventuali shock finanziari.

Ebbene questa valutazione, in relazione agli ultimi stress test, è stata comunicata venerdì dall’Associazione Bancaria Europea ed il risultato è stato il seguente: 3 banche europee non sono state in grado di soddisfare i requisiti di capitale vincolanti in caso di crisi, e si stima una perdita di 496 miliardi di euro. 

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha effettuato il suo test annuale su 70 banche, ben 20 in più rispetto all’anno precedente. Di queste, 57 erano appartenenti alla zona euro. Il risultato del test ha attirato l’attenzione in particolare su diverse istituzioni bancarie tedesche, le quali hanno mostrato un modesto livello di capitale.

Tra le 14 banche tedesche sottoposte al test, ben 8 hanno registrato un CET1 e un rapporto di leva finanziaria inferiori alla media dell’Unione Europea, mentre le altre 6 hanno superato la media. Di queste 8 banche che hanno registrato un basso livello di solidità finanziaria in caso di scenario avverso, per l’EBA, tre non sono state completamente all’altezza degli stress test.

Ovviamente non si conoscono i nomi delle 3 banche anche perchè la notizia creerebbe panico e corsa agli sportelli.

Mentre le banche italiane nello scenario avverso avrebbero un Cet1 in media all’11,6% (con una flessione del 3,4%), mentre quelli francesi e tedeschi sarebbero tra il 9 e il 10%. Pertanto il risultato è da accogliere senza trionfalismi, viste le sfide in arrivo. E soprattutto consapevoli che il sistema bancario è interconnesso, e lo gli scossoni su una grande Banca Europea, anche solo una, avrebbe un effetto a cascata con ripercussioni sulle altre.

Ecco come cambierebbe lo scenario per alcune Banche Italiane.

Scaricare i dati Creato con Datawrapper

Gli stress test hanno esaminato uno scenario triennale fino al 2025 in casi di perdite derivanti dal rischio di credito (mancati pagamenti di mutui e finanziamenti ad esempio), rischi di mercato, rischi operativi sul capitale obbligatorio da tenere a riserva, rischio di crollo della crescita economica con un calo del 6% e infine si è ipotizzato anche uno scenario di forte calo dei prezzi degli immobili.

Detto ciò, l’Associazione Bancaria Europea si è ritenuta soddisfatta dei risultati che “dimostrano la resilienza del settore bancario dell’UE”. E ci mancherebbe altro, non è nella posizione di affermare qualcosa di diverso.

“Nell’ambito dello scenario avverso, tutte le banche tranne tre soddisfano il TSCR“, il punteggio di solidità complessivo, ha detto l’EBA.

Mentre 4 banche non hanno soddisfatto il requisito obbligatorio di leva finanziaria (LCR), una misura che rappresenta un coefficiente che stima la disponibilità liquida di una banca per far fronte a situazioni avverse nei successivi 30 giorni. 

Di seguito i punti riassuntivi riportati dall’ABE nel suo ultimo rapporto:

  • I risultati degli stress test a livello di UE del 2023 mostrano che le banche europee rimangono resilienti in uno scenario avverso che combina una grave recessione nell’UE e a livello globale, tassi di interesse in aumento e spread di credito più elevati.
  • Questa resilienza delle banche dell’UE riflette in parte una solida posizione patrimoniale all’inizio dell’esercizio, con un coefficiente CET1 a pieno carico medio del 15% che consente alle banche di resistere all’esaurimento del capitale nello scenario avverso.
  • L’esaurimento del capitale nello scenario avverso dello stress test è di 459 punti base, risultando in un coefficiente CET1 a pieno carico alla fine dello scenario del 10,4%. Utili più elevati e una migliore qualità degli asset all’inizio del 2023 contribuiscono entrambi a moderare l’esaurimento del capitale nello scenario avverso.
  • Nonostante perdite complessive pari a 496 miliardi di euro, le banche dell’UE rimangono sufficientemente capitalizzate per continuare a sostenere l’economia anche in periodi di forte stress.
  • L’attuale elevato livello di incertezza macroeconomica mostra tuttavia l’importanza di rimanere vigili e che sia le autorità di vigilanza che le banche dovrebbero essere preparate a un possibile peggioramento delle condizioni economiche.

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