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Le Banche Europee, al contrario di quello che pensano dalle parti del Governo, si stanno incartando come quelle Usa. La conferma dai dati dell’Associazione Bancaria Europea.

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di Francesco Carrino

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato alla fine di luglio i risultati di un’analisi “sulle perdite non realizzate sui titoli di debito” detenuti al costo ammortizzato nelle banche dell’UE.

Le perdite non realizzate sui titoli di debito saranno effettivamente realizzate nel momento in cui una banca, cosi come accaduto negli Usa, dovesse decidere di venderle in perdita per far fronte a mancanza di liquidità. Trasformando di fatto le perdite non realizzate in perdite effettive.

Questa analisi dell’EBA, fa parte del regolare monitoraggio del rischio del settore bancario dell’UE condotto dall’ABE in collaborazione con le autorità competenti.

“L’analisi mira ad una valutazione del rischio condotta dall’EBA in collaborazione con le autorità competenti, spiegano dal loro sito, e comprende la potenziale evoluzione delle perdite non realizzate sui titoli di debito delle banche dell’UE detenuti al costo ammortizzato”.

“Questa valutazione fa parte degli sforzi in corso per valutare i rischi al ribasso affrontati dalle banche dell’UE. Viene eseguito sullo stesso campione di banche incluse nello stress test a livello di UE del 2023. L’analisi si basa sulle informazioni della dimensione dei portafogli obbligazionari delle banche, sul loro valore contabile (ovvero valore contabile) e fair value, e sul valore dei derivati ​​che le banche detengono per coprire direttamente tali posizioni”.

“A febbraio 2023, l’importo totale dei titoli di debito delle banche detenuti al costo ammortizzato era di 1,3 trilioni di EUR. Le relative perdite totali non realizzate, al netto degli aggiustamenti delle coperture, ammontano a 75 miliardi di EUR, in aumento dalla fine del 2021 a causa dell’aumento dei tassi di interesse. A febbraio 2023, le perdite lorde non realizzate sono state mitigate da coperture per un importo di 38 miliardi di EUR”.

Questi sono i numeri. 

Quindi, ricapitalando.

Abbiamo detto che la liquidità di grandi portafogli si sta spostando dai conto correnti sopratutto verso obbligazioni di Stato a buon rendimento. Non italiani aggiungerei.

Della serie, piuttosto che un conto deposito meglio un obbligazione Usa o Tedesca.

Se la liquidità si sposta fuori dalle banche, quest’ultime rischiano grosso. E quindi per far fronte alle passività potrebbero esser costrette a vendere obbligazioni in perdita, per recuperare liquidità ed evitare il default. In realtà, sulla base di quanto accaduto negli Usa, la sola notizia di una vendita in perdita per far fronte a buchi di bilancio, renderebbe la corsa agli sportelli ancora più rapida.

E quindi, quando l’EBA scrive: “A febbraio 2023, le perdite lorde non realizzate sono state mitigate da coperture per un importo di 38 miliardi di EUR”. Ci sta dicendo che: se a causa del continuo aumento dei tassi di interesse da parte della BCE i titoli di debito aumenteranno le perdite “non realizzate”, per far fronte a questo ammanco, le banche dovranno “mitigare le perdite” trovando coperture, e quindi liquidità. 

Il collegamento dell’immagine è chiara, rispetto alla vicenda extra profitti delle banche tassati dal governo. Chissà.. se i due in partenza fossero effettivamente d’accordo sulla misura. Oppure se è stato un classico moijto estivo in più di qualche parlamentare del centrodestra.

Poco importa. Ciò che importa è la sostanza.

Avete presente l’inflazione è transitoria? Bene, è finita che Powell e Lagarde hanno dato appuntamento al 2025. E sono ottimisti!

Qui si sta replicando lo stesso meccanismo. La convinzione e l’attaccamento ad un credo: le Banche Europe sono solide, le Banche Europe sono in super profitto. Ma Bper (Banca Popolare dell’Emilia Romagna, oramai non più una banchetta) in una settimana ha bruciato la salita fatta, grazie ai profitti realizzati nei precedenti trimestri, negli ultimi 2 mesi.

Le Banche, molto probabilmente, realizzeranno grandi profitti anche il prossimo anno, grazie a tassi di interesse che resteranno elevati. Ma iniziano ad accumulare crediti deteriorati (debiti non pagati) da chi entra in crisi a causa dell’aumento dei tassi. Ma sopratutto, i depositi di conto corrente si stanno svuotando lentamente perchè la liquidità sta andando altrove, come ci riporta EBA. Ed è questo il piccolo particolare che sfugge a qualcuno.

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