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Come insegnare l’economia Austriaca ai bambini.

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di Scott Drylie (testo preso dal sito di Francesco Simoncelli)

Una mamma del vicinato ha combinato un guaio, uno di natura macroeconomica. Vi farò capire il cuore del suo problema e come coltivare la bontà nel nostro modo di vivere economico.

Qualche mese fa suo figlio andava di porta in porta consegnando un volantino che recitava: “Ragazzo di dodici anni disposto a lavorare”. Stava cercando di guadagnare soldi per andare a scuola di vela. Sono rimasto a dir poco colpito. C’è virtù nel duro lavoro e nell’iniziativa, e tale virtù raddoppia quando coinvolge pre-adolescenti e adolescenti.

Poi, però, le cose sono andate male. Non con il ragazzino: era fantastico. L’ho chiamato affinché riportasse i nostri bidoni della spazzatura vuoti a casa un giorno quando saremmo stati fuori città. Gli avevo promesso dieci dollari al mio ritorno.

Le cose sono andate male quando ho ricevuto il messaggio dalla mamma: “È stato un compito facile. Non c’è bisogno di pagare”.

Una pericolosa premessa di base

Ammetto che il compito era facile e che dieci dollari erano molto generosi. Diamine, probabilmente avrei potuto negoziare fino a cinque dollari! Il fatto che avesse effettivamente un salario di riserva pari a zero era un’opportunità persa per evitare di trasgredire le leggi sul lavoro minorile.

Ammetto anche che la carità e il buon vicinato sono importanti. Ma questa era un’altra cosa. Il sequitur della mamma era “facile ergo gratis”; un analogo al più familiare “duro ergo, costoso”. Era scivolata in un ragionamento economico (e morale) che è onnipresente nella società e pericoloso tra l’altro: gli economisti la chiamano la teoria del valore-lavoro.

In termini semplici, la teoria afferma che la quantità di duro lavoro impiegato in un prodotto o servizio è ciò che ne determina il valore (e il prezzo). Più duro è il lavoro, più valore viene generato e quindi più il lavoratore dovrebbe essere remunerato.

Infatti tale logica entra così facilmente nel cervello che è profondamente radicata nella nostra sensibilità morale. È l’intuizione che ci dice che il duro lavoro e l’impegno degli insegnanti dovrebbero essere meglio remunerati; è l’impulso che ci dice che i guadagni per lancio, per parola, per ora e per post rispettivamente di atletiattoriamministratori delegati e personalità di Instagram sono ingiustamente alti.

La mamma calcolava lo sforzo del ragazzo ed era imbarazzata dal fatto che esso non fosse in linea con la remunerazione. Voleva che il ragazzo imparasse il valore del duro lavoro. Cosa c’era da imparare in questa situazione di soldi facili? Forse qualcosa di sconveniente.

Prospettiva economica neoclassica

Il valore, come la maggior parte degli economisti lo intende sin dalla rivoluzione marginalista di fine diciannovesimo secolo, non è determinato calcolando il numero di ore di produzione. È determinato dal cliente, da quanto apprezza il prodotto rispetto alla sua disponibilità. Il valore è intrinsecamente soggettivo.

I bidoni della spazzatura sul marciapiede segnalavano la mia assenza e invitavano i malfattori a irrompere in casa. Avrei pagato venti dollari. Accidenti, forse di più!

Il ragazzo è stato fortunato, ma questa fortuna non era senza merito. Era un imprenditore, ha avuto l’idea, ha sviluppato ottimi volantini e poi ha trovato il coraggio di andare di porta in porta, guardare negli occhi perfetti sconosciuti e fare colpo. Doveva anche ricordare che tra pre-algebra e LEGO doveva recuperare i bidoni della spazzatura. Diamine, probabilmente era rimasto in ansia per giorni!

La teoria del valore-lavoro sbaglia indirizzandoci a calcolare il fattore più visibile, ma c’era molto più vantaggio per me di quello che si poteva ricavare dal facile spostamento di oggetti vuoti. Come affermava il filosofo romano Seneca (e il famoso allenatore di football Vince Lombardi): “La fortuna è quando l’opportunità incontra la preparazione”.

Una morale alternativa

Da qui il mio contributo morale all’educazione di questo ragazzino: il tuo valore è nella tua persona, non solo nel tuo “lavoro”. Le tue idee avranno valore nella società odierna, il tuo buon senso avrà valore e anche il tuo carattere. Scopri cosa apprezza il mondo, guadagnerai bene e migliorerai la sorte degli altri.

Adam Smith considerava la moralità come lo spirito di ricerca della ricchezza. Quel giorno quel ragazzino di dodici anni era il mio macellaio, birraio, o fornaio. Non mi ha offerto servizi per spirito caritatevole, ma piuttosto per spirito egoistico: arrivare alla scuola di vela. E va bene, perché bisogna guardare il risultato, non l’intenzione. È come se mi avesse fatto l’elemosina (o ciò che gli economisti chiamano “surplus del consumatore“).

Smith è nato trecento anni fa. Il suo tipo di pensiero morale minacciava il monopolio dei leader politici e spirituali del suo tempo. Accade la stessa cosa oggi. Alexandria Ocasio-Cortez vorrebbe che voi pensaste che gli scambi in denaro vanno a scapito delle anime alienate dei lavoratori; Papa Francesco insiste sul fatto che le transazioni di lavoro sono eventi “vinci-perdi” tra ricchi e poveri.

Il mio scambio con il ragazzino dice il contrario. Nell’ambiente di mercato scambiamo desideri con provviste, bisogni con soddisfazioni e sogni con realizzazioni. Siamo tutti poveri che diventano ricchi e ricchi che provvedono ai poveri.

Formazione continua

Alla fine ho pagato il ragazzino e non ho dato luogo ad alcuna predica. La moralità del mercato spesso si apprende semplicemente partecipandovi.

Se io e il ragazzino continueremo a fare affari insieme quest’anno, staremo entrambi meglio. Inoltre, per garantire transazioni continue, probabilmente si manterrà onesto e probabilmente eviterò di essere un burbero e un bruto (nonostante questo articolo).

Il prossimo anno il mio quartiere sperimenterà una dimostrazione della mano invisibile di Smith e del doux commerce di Montesquieu. È una dimostrazione replicata più e più volte in società libere, una in cui diversi estranei si incontrano, risolvono i problemi disparati l’uno dell’altro e si comportano in modi che si prestano alla tolleranza, alla democrazia, alla pace e alla fiducia.

Una tale società è una causa a cui vale la pena donare. Quindi trovate quel ragazzino del vicinato disposto a lavorare e assicuratevi di pagarlo. Coltiverete quel sentimento miracoloso che fa sbocciare le virtù dal commercio. In tal modo verrete ripagati dei vostri sforzi pecuniari e tutti gli altri staranno meglio.

 

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