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Come evitare il pignoramento della casa? E non solo…

In questo articolo analizziamo tutti gli strumenti per salvare la tua casa dal Pignoramento.

Se sei in questa situazione o credi di potertici trovare in futuro devi sapere che sei in buona compagnia, sono ormai tantissime le persone che stanno vivendo dei momenti di difficoltà.

Purtroppo con l’aggravarsi della crisi e della recessione, questo numero è destinato ad aumentare. 

Prima di entrare nel merito della questione fammi fare una precisazione: i debiti non sono la fine del mondo, da essi si può uscirne, ci vuole costanza, consapevolezza anche il giusto professionista, se possibile con qualche decennio di esperienza in questa materia.

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Come salvare la casa dal Pignoramento? 

In questo articolo analizzeremo tutti gli strumenti a tua disposizione.

Evitare il pignoramento con lo strumento numero 1: Intesto casa a mio figlio. 

La prima cosa che devi valutare è se ti conviene a livello di tasse e di spese notarili. 

Ti faccio un esempio, se l’obiettivo è donare una prima casa devi sapere che le imposte variano a seconda del fatto che si tratti di prima casa o non di prima casa. 

Per sicurezza ti consiglio di far fare questi calcoli al notario, fatti questi se hai convenienza possiamo dire che quest’operazione si può fare. 

Attenzione però perchè puoi essere soggetto ad una possibile azione revocatoria entro i 5 anni. 

Cosa significa questo?

Tecnicamente l’azione Revocatoria è un’azione, uno strumento, un mezzo legale nelle mani del creditore. 

In sostanza, il creditore a cui devi dare dei soldi ha la possibilità di attivare l’azione revocatoria entro 5 anni dall’atto di donazione.

Con l’azione revocatoria, l’atto di donazione può essere annullato. 

Come si fa a fare un’azione revocatoria?

Per compiere tale atto si agisce in tribunale e in tale sede si chiede al giudice di rendere inefficace l’atto di donazione, o di vendita. 

In altre parole è come se tu non avessi fatto nulla. 

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Evitare il pignoramento con lo strumento numero 2: intesto la casa a mia moglie

Qualcuno inizia già a chiedersi cosa cambia.

La situazione è diversa rispetto al caso precedente perché dipende se sei in separazione dei beni o in comunione dei beni.

Ad esempio, ipotizziamo che tu sia in comunione dei beni, in questo caso l’immobile di fatto è 50% tuo e 50% di tua moglie.

In tal caso cosa può fare il creditore?

Il creditore può prendere il bene e venderlo all’asta, ma facciamo un esempio, ipotizziamo che la vendita sia stata fatta a 100.000 €, il creditore tratterrà i 50.000 € del marito che è il vero debitore e darà alla moglie gli altri 50.000 € (tutto ciò al netto dei costi di procedura).

Sia chiaro, la casa la vendono all’asta, questo concetto ti deve essere chiaro.

Attenzione, anche in questo caso il creditore ha la possibilità di attivare l’azione revocatoria e tale strumento può essere attivato entro e non oltre i 5 anni dall’atto di vendita. 

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Evitare il pignoramento con lo strumento numero 3: Vendo la casa

Supponiamo che io venda casa ad un terzo soggetto a me sconosciuto.

Quindi la prima cosa da capire è se sul tuo bene immobile è stata iscritta ipoteca

Nel caso in cui sia stata iscritta ipoteca il creditore può pignorare il bene a prescindere che sia intestato a te o all’altro soggetto. 

Si può vendere una casa con l’ipoteca?

Si, certo, una casa ipotecata può essere venduta, l’elemento da capire è chi è il soggetto che se la compra. 

È evidente che probabilmente se c’è un’ipoteca, il debitore ha fatto l’azione di vendita per  guadagnare un po ‘di tempo, poiché l’azione revocatoria richiede che si vada in giudizio.

Andare in giudizio significa che possono tanti anni da quando è stata fatta la vendita a quando l’azione revocatoria diventa efficace. 

Attenzione però perché in questo contesto la situazione si complica. 

Il creditore che agisce in tribunale non deve solo limitarsi a dimostrare l’incapacità, cioè che il debitore ha fatto questa operazione per aggirare le sue responsabilità e far sparire il bene, ma deve anche dimostrare che il terzo acquirente era effettivamente a conoscenza del debito.

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Il debitore potrebbe anche vendere la casa ad un terzo estraneo alla questione, il quale paga regolarmente la casa. 

Una volta fatta la vendita, il debitore potrebbe prendere la somma ricevuta per la vendita della casa, metterla in un conto corrente intestato a terzi per evitare che tale somma sia soggetta ad azione revocatoria. 

Evitare il pignoramento con lo strumento numero 4: Costituisco un fondo patrimoniale 

C’è ancora chi crede che costituendo un fondo patrimoniale presso un notaio, ossia un fondo patrimoniale che difende gli interessi della famiglia, si possa evitare il pignoramento della casa. 

Mi spiace deludere le tue aspettative e sfatare questo mito, ma non è così.

Andiamo subito al dunque di questo strumento, ipotizziamo che i debiti che portano al pignoramento della casa siano dovuti a gioco d’azzardo e che tua moglie non sappia nulla di questo tuo problema di ludopatia. 

In questa situazione particolare il fondo patrimoniale può ancora reggere, tuttavia, in altre circostanze i beni inseriti all’interno del fondo patrimoniale possono essere pignorati se il pignoramento nasce da un debito collegato a bisogni della famiglia. 

Quello appena descritto è il caso di un mutuo o un finanziamento necessario a comprare ad esempio una macchina intestata solo a te. 

Si tratta di un bene, un mezzo che anche se è intestato solo a te si mette a disposizione della famiglia.

A tutto questo dobbiamo sommare un po ‘di elementi, come le ultime sentenze, la giurisprudenza e la Cassazione le quali rendono questo strumento poco idoneo all’obiettivo di tutela del patrimonio. 

Potremmo addirittura dire che in uno Stato di diritto come quello italiano, questo strumento è di fatto. 

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Evitare il pignoramento con lo strumento numero 5: Il vincolo di destinazione

Siamo su per giù nella stessa fattispecie del fondo patrimoniale. 

Ovviamente i due strumenti sono diversi altrimenti avrebbe avuto senso per il legislatore crearne due distinti. 

Si può vincolare un bene, ad esempio per esigenze di un figlio che ha problemi di handicap. 

La legge in questo caso parla proprio di interessi meritevoli di tutela. 

In questo caso io posso mettere un vincolo di destinazione al mio bene, affinché nessuno lo tocchi, anche qualora dovesse succedere qualcosa come ad esempio un pignoramento da parte di un creditore.

Sia il fondo patrimoniale che il vincolo di destinazione sono entrambi soggetti ad azione revocatoria entro il termine di 5 anni. 

Questo come spiegato in precedenza significa che in qualsiasi momento entro 5 anni il creditore può utilizzare l’azione revocatoria per annullare tutti questi atti. 

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Evitare il pignoramento con lo strumento numero 6: Il trust

Cos’è un trust? 

Di fatto si stipula un contratto fiduciario dove io prendo il mio bene, lo inserisco all’interno di un trust e lo metto a disposizione di alcuni beneficiari. 

Il bene all’interno del trust è di fatto gestito da un trustee il quale è un terzo soggetto che gestisce il tutto.

Se vai a fare poi una visura del bene noterai che il bene è come se fosse intestato al trustee, che ovviamente è vincolato da contratto fiduciario, da garanzie inserite all’interno del contratto.

Spesso il trustee è  il commercialista e ciò va bene, ma hai previsto all’interno dell’atto del trust cosa succede se muore il commercialista? 

Se non l’hai fatto fai molta attenzione perché si rischia di finire in situazioni legali che non finiscono mai. 

Dal mio punto di vista il trust è molto oneroso, non tanto nella costituzione, ma nella gestione annua perché è necessario pagare il commercialista e il trustee che si occupano di gestire il trust. 

Morale, essendo costoso, conviene ed è il migliore strumento di tutela del patrimonio, ma nel momento in cui si parla di patrimoni da tutelare di notevole importanza. 

È soggetto a revocatoria del trust?

Sì. 

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Strumento numero 6: la nuda proprietà 

Anche un’eventuale cessione della nuda proprietà nella quale mantieni l’usufrutto è revocabile.

Lo strumento dell’azione revocatoria di cui abbiamo parlato ampiamente in tutti gli strumenti vale anche qui. 

Come funziona quindi? 

La proprietà del bene è in mano ad un terzo soggetto che ovviamente non sarà il debitore altrimenti il bene sarebbe già stato passibile di pignoramento. 

Il debitore però in questa situazione mantiene l’usufrutto. 

A questo punto la domanda è: ma l’usufrutto è pignorabile? 

Si, l’usufrutto è pignorabile. 

Avviene spesso che l’usufrutto venga pignorato? 

No, ma questo non significa che non sia pignorabile.

Alla luce di questo è bene precisare che sarebbe ideale mantenere all’interno dell’atto notarile anche il diritto di abitazione. 

Anche qui potete andare a cercare e troverete che ci sono diverse sentenze che tutelano il diritto di abitazione, ovviamente in circostanze di pignoramenti.

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A questo punto tiriamo le somme e sciogliamo il dubbio se la prima casa è pignorabile oppure no.

La prima casa è pignorabile sempre, da qualsiasi creditore tranne che dall’Agenzia delle Entrate e quindi dallo Stato. 

Se hai delle cartelle non pagate sappi che la prima casa non è pignorabile.

Ovviamente questo è vero nel momento in cui vengano rispettate alcune condizioni, nelle quali, di norma rientrano il 90% delle persone.

Ricordati però che l’ipoteca sull immobile, può essere iscritta dall’agenzia delle entrate, se non hai pagato le cartelle.

C’è una precisa distinzione tra l’ipoteca e il pignoramento. 

L’Agenzia delle Entrate, ex Equitalia non può pignorare la prima casa ma può iscrivere un’ipoteca se l’importo del tuo debito supera i 20.000 €.

Ecco quindi le condizioni affinché la prima casa non sia pignorabile dall’Agenzia delle Entrate:

  1. Si deve trattare dell’unico immobile di proprietà, se hai due o tre immobili non si tratta più della prima casa ma della seconda e la terza. 
  2. L’immobile deve essere adibito a uso di abitazione civile. 
  3. L’immobile deve essere il posto in cui tu sei residente.
  4. La casa non deve essere una casa di lusso, non deve quindi essere accatastata nelle categorie A1, A8, A9. Se la casa è accatastata in una di queste categorie allora rientra nelle case di lusso e quindi è pignorabile anche se è prima casa. 

Siamo arrivati alla fine, qual è lo scoglio? 

Il principale scoglio di tutte queste procedure è l’azione revocatoria.

Il creditore ha 5 anni di tempo per annullare gli atti che fai. 

Il messaggio che deve passare e che io mi auguro passi è che la tutela del patrimonio deve essere attivata per tempo, prima che i problemi arrivino o perlomeno quando inizi a vedere che potrebbero arrivare. 

Se queste misure non vengono attivate per tempo non siamo più nella situazione di tutela del patrimonio ma stai scappando dal creditore.

In alcune circostanze, scappare dal creditore è possibile? 

Si, in alcune circostanze è ancora possibile, si è ancora in tempo, ma in tantissime altre no, non si è più in tempo, o perlomeno si rischia di poter essere soggetti ad azione revocatoria. 

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