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Avvenire, Famiglia Cristiana e non solo. Tutti i numeri aggiornati sui contributi pubblici ai giornali

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Lo Stato eroga più di 36 milioni di euro in finanziamenti pubblici ai giornali in lingua italiana di cui 10 milioni alla stampa locale e altri 9 a quella cattolica. Ecco il dettaglio di Maria Scopece (su startmag) su testate e contributi come emerge dai dati del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la presidenza del Consiglio.

Ammonta a più di 36 milioni di euro la rata di anticipo dei finanziamenti pubblici ai giornali italiani nel 2022. Queste cifre valgono solo per i contributi statali diretti all’editoria ai giornali italiani in lingua italiana. Se sommiamo anche i contributi ai giornali italiani diffusi all’estero, alle imprese radiofoniche e alla stampa delle minoranze linguistiche tale cifra sfiora i 45 milioni di euro. Un contributo non indifferente a un settore che versa in uno stato di crisi che appare sempre meno recuperabile. I contributi all’editoria appaiono, più che un investimento, una indispensabile fonte di nutrimento, senza la quale la stessa permanenza in vita della stampa beneficiaria sarebbe severamente compromessa.

Andiamo a vedere quali sono i media italiani che ricevono i maggiori finanziamenti pubblici (e che quindi i fruitori pagano due volte: con le tasse e in edicola).

FINANZIAMENTI PUBBLICI AI GIORNALI: I PIÙ RICCHI SONO SONO FAMIGLIA CRISTIANA E AVVENIRE

Ai primi posti nella classifica dei media che ricevono i contributi più generosi ci sono due giornali cattolici: Famiglia Cristiana e Avvenire. Il settimanale dei paolini e il quotidiano dei vescovi pur sostenendo le ragioni dell’Oltretevere incassano dall’erario dello Stato italiano, rispettivamente, 3.000.296,53 e 2.786.620,15 euro. La posizione più bassa del podio è occupata da Libero, il quotidiano del gruppo Angelucci (che controlla anche il Giornale e il Tempo). In quarta posizione, invece, c’è Italia Oggi, il magazine economico, giuridico e politico del gruppo Class (in cui hanno un ruolo rilevante le banche).

GAZZETTA DEL SUD E QUOTIDIANO DEL SUD: I GIORNALI LOCALI CHE RICEVONO PIÙ FINANZIAMENTI

Riceve generosi finanziamenti anche la stampa locale. Al quinto e al sesto posto troviamo la Gazzetta del Sud, con 2.000.593,94 euro, e Il Quotidiano del Sud con 1.848.080,44 euro. Il primo quotidiano di sinistra in classifica è il Manifesto, che riceve ogni anno 1.659.490,55 euro. A seguire altri due quotidiani locali, il Corriere Romagna, con 1.109.178,49 euro, e Cronacaqui.it (che nel frattempo è diventato torinocronaca.it) che ogni anno riceve 1.103.650,03 euro. Chiude questa la top ten dei media più beneficiati dai finanziamenti pubblici all’editoria Il Foglio Quotidiano che può contare su poco meno di un milione di euro, 933.228,99 per la precisione.

I FINANZIAMENTI PUBBLICI AI GIORNALI POLITICI (C’È ANCHE IL SECOLO D’ITALIA)

Ricevono finanziamenti pubblici anche media legati a formazioni partitiche non più esistenti o di ispirazione politica. C’è il Secolo d’Italia che riceve 498.518,71 euro, il quotidiano (solo online) “della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale. Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale”, si legge sul sito del giornale. C’è anche l’Opinione delle libertà, quotidiano di ispirazione liberale, fondato da Arturo Diaconale e diretto da Andrea Mancia, che riceve 481.268,47 euro. Infine, c’è La Discussione, il quotidiano fondato nel 1952 da Alcide De Gasperi, per decenni la rivista ufficiale della Democrazia Cristiana. Oggi la Dc non c’è più ma La Discussione percepisce ogni anno 190.380,74 euro. C’è anche una emittente radiofonica politica che riceve finanziamenti economici: è Radio Radicale, aiutata con 2 milioni di euro annui.

I QUOTIDIANI DI SINDACATI E ASSOCIAZIONI DI LAVORATORI

Tra i quotidiani di sindacati o associazioni di categoria c’è Conquiste del Lavoro, il quotidiano della CISL fondato nel 1948 da Giulio Pastore, che ogni anno ha a disposizione 395.655,77 euro. Della stessa categoria fa parte anche Il Dubbio, il quotidiano un tempo diretto da Pietro Sansonetti e oggi da Davide Varì, edito dalla società Edizioni Diritti e Ragione s.r.l., costituita nel dicembre 2015 su impulso della FAI Fondazione dell’Avvocatura Italiana. Il “giornale degli avvocati” ogni anno viene finanziato dalle casse pubbliche con 238.004,79 euro.

FINANZIAMENTI PUBBLICI AI GIORNALI LOCALI: PIÙ DI 10 MILIONI DI EURO

La parte del leone, da un punto di vista economico, la fanno i media locali. La somma di tutti i finanziamenti elargiti ai giornali locali supera i 10 milioni di euro (10.064.791,70 euro). Tra questi possiamo annoverare: Quotidiano di Sicilia con 638.711,84, La Provincia a cui finiscono 468.446,43 euro, La Voce di Mantova che riceve 364.325,48 euro, L’eco del Chisone con 357.754,43 euro, Il Biellese che riceve 282.935,04 euro, Toscana Oggi con 209.401,66 euro, il Corriere di Chieri, il Corriere di Saluzzo e Il Sannio Quotidiano che ottengono, rispettivamente, 185.875,12, 183.938,55 e 182.097,76 euro. Ma a ricevere finanziamenti pubblici sono anche media locali ancora più piccoli come: Vita trentina a cui vanno 180.022 euro, AostaSera.it con 58.458,56 euro e La nuova Gazzetta di Saluzzo con 48.183,09 euro.

FINANZIAMENTI PUBBLICI AI GIORNALI CATTOLICI: CIRCA IL 25% DI TUTTE LE RISORSE A DISPOSIZIONE

La stampa cattolica è, insieme alla stampa locale (con la quale a volte si intreccia), la principale beneficiaria dei finanziamenti pubblici. Oltre a Famiglia Cristiana e L’Avvenire, a cui sono assegnati gli assegni più generosi, troviamo anche: La fedeltà, che riceve 190.320,99 euro, Città nuova, edita dalla Pia associazione maschile “Opera di Maria” è assegnataria di 180.502,94 euro, La Valsusa, edita dalla Stampa diocesana Segusina con 179.525,35 euro, L’eco di S. Gabriele con 166.167,66 euro, La vita cattolica con 149.561,09 euro, Verona fedele, settimanale cattolico d’informazione con 144.184,71 euro, La voce del popolo edita dalla Fondazione Opera Diocesana S. Francesco di Sales alla quale sono attribuiti 132.995,09 euro, L’informatore  SDN edito dalla Stampa diocesana novarese con un contributo da 126.407,90 euro, ma anche il più famoso Tempi, che riceve 105.941,70 euro, o, invece, le meno note L’azione, Il settimanale della Diocesi di Como, Il nuovo giornale  e Nuova Scintilla che ottengono, rispettivamente, 91.255,92 euro, 84.256,22 euro, 84.147,73 euro e 31.930,39 euro. Complessivamente la stampa religiosa, che vede una rappresentazione più che preponderante di quella cattolica, assorbe non meno di 9.040.720,58 di euro, circa il 25% di quelli a disposizione per i quotidiani cartacei italiani.

LA CLASSIFICA DEI QUOTIDIANI PER VENDITE

Ma finanziare i giornali li aiuta nella capacità di rendersi appetibili per i lettori? La risposta la possiamo trovare nella classifica dei quotidiani più venduti redatta la scorsa estate:

Corriere della Sera 177.539 (-4%)
Repubblica 100.595 (-14%)
Stampa 73.919 (-12%)
Sole 24 Ore 58.245 (-5%)
Resto del Carlino 56.876 (-12%)
Messaggero 49.110 (-5%)
Fatto 40.789 (-8%)
Nazione 37.860 (-10%)
Gazzettino 35.200 (-6%)
Dolomiten 28.956 (-8%)
Giornale 27.711 (-11%)
Messaggero Veneto 26.958 (-6%)
Verità 25.614 (-17%)
Altri giornali nazionali:
Libero 21.630 (+12%)
Avvenire 15.553 (-9%)
Manifesto 11.572 (-12%)
ItaliaOggi 8.419 (-11%)
(il Foglio e Domani non sono certificati da ADS).

Come vediamo per trovare il primo giornale che riceve finanziamenti pubblici dobbiamo arrivare alla decima posizione, il Dolomiten, quotidiano in lingua tedesca che riceve dallo Stato italiano circa tre milioni di euro. Scendendo nella classifica troviamo poi Libero, l’unico le cui vendite registrano una crescita, AvvenireManifesto e ItaliaOggi, tutti con numero di copie vendute in calo rispetto alla precedente rilevazione.

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